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giovedì 7 dicembre 2017

Intervista a Lucrezia Scali su "L'amore mi chiede di te"


Voglio innanzitutto ringraziare Lucrezia per la sua disponibilità e per avermi sopportata per la TERZA volta! Vi lascio infatti i link delle precedenti interviste:
Grazie, grazie grazie grazie Lucrezia, ti adoro! 
Ragazze, vi lascio all'intervista
Buona lettura!


Lodoredeilibri7: Ci hai abituate a leggere di animali, ma per i primi due libri i protagonisti erano cani, mentre ora ci troviamo davanti a gatti. Mi parli un po’ di questa scelta?

Lucrezia: Ciao e grazie per questa nuova opportunità. Ormai tutti avranno capito che gli animali sono una costante della mia vita e dei miei libri, mi sento quasi in “dovere” di inserirli nei miei romanzi per far capire il ruolo che ricoprono nella mia vita e l’affetto che possono donare. Per l’apertura di una tisaneria e per la compagnia di una donna anziana, mi sembrava più coerente inserire i gatti. Che poi, a dirla tutta, non sono sempre così tanto solitari come si dice.

Lodoredeilibri7: Ho notato una grande irritabilità del protagonista maschile Enea, con quello che è l’argomento “amore” visto e vissuto dalle donne, mi parli di questo protagonista così cinico?

Lucrezia: Enea è un uomo, e già da qui è spiegata la differenza dell’idea di amore rispetto a quella delle donne. Scherzi a parte, ho cercato di raccontare la storia di un uomo che ha amato tanto, e di quell’amore gli è rimasto qualcosa di buono, ma questo non basta a cancellare le ferite. Ha tante responsabilità, tanti impegni, tanti doveri, che lo portano ad annullarsi come uomo che ha ancora bisogno di essere amato e di amare. Quando una delusione è così grande, o ci si butta in una nuova relazione per colmare quel vuoto o si arriva al punto di “odiare” l’amore, perché lo colleghiamo a qualcosa che ci ha fatto soffrire. Ed Enea scoprirà presto che l’amore ha molti volti, deve solo lasciarsi un po’ andare e guardare al futuro e non al passato.

Lodoredeilibri7: Amando in maniera così smisurata gli animali, non fatico a credere che tra te e la natura ci sia una grande affinità, quindi la domanda è: credi nella forza della natura e in questo caso delle tisane naturali per sentirsi realmente meglio?

Lucrezia: Certo che sì! Non credo che i rimedi naturali possano guarire ogni cosa, ma nelle cose più leggere sono in grado di fare miracoli. Possiedo molte erbe e sto cercando di convertire anche la mia metà ad aprirsi a questo “mondo”, ma lui non è tanto d’accordo… anche se poi gli scappa qualche richiesta di aiuto. Ogni erba è indicata per curare un particolare tipo di problema, e a volte basta davvero poco per ottenere benefici senza assumere medicinali e per depurare il nostro organismo.

L: Ho adorato Isotta, una bambina vispa ed intelligente, mi parleresti di lei?

Lu: Per il personaggio di Isotta ho preso in prestito il nome dalla figlia di una mia amica, e ho cercato di darle qualche spazio per mettere in crisi il nostro papà. Lei è ancora piccola, non può capire tante cose, ma può contare sulla presenza di Enea e dei suoi genitori, e questo le basta per sorridere sempre alla vita e fare le marachelle tipiche della sua età.

L: Voglio parlare di un personaggio al quale hai solo accennato, Luca. Quel fidanzato che ci ostiniamo a vedere perfetto, che poi con il passare del tempo perfetto non era, anzi tutt’altro, ce l’abbiamo avuto tutte. Ecco, Luca però muta, lui non è sempre stato così, o no?

Lu: Molte persone cambiano nel corso del tempo o cambiano per far colpo su una persona. La differenza, credimi, è fondamentale, capire se questo cambiamento sia una conseguenza di mancanze dell’altra persona o se il cambiamento derivi da una maschera per far innamorare una persona e poi, una volta fatto, ritornare all’inizio. Luca si è trovato a scontrarsi con una persona molto diversa da lui e, se all’inizio questa differenza non era così insormontabile, ora è qualcosa che non gli va più bene. Non accetta il dono di Selva e non ama le sue particolarità, la vuole cambiare, vuole toglierle quello che la rende speciale. E questo non è amore.

L:Ovviamente in riferimento al tuo libro, se io ti dicessi che alla fine arriva quell’uomo che ti fa capire perché non ha funzionato con nessun altro, tu cosa mi diresti?

Lu: Direi che è possibile. Credo nel potere dell’amore ma non credo alla formula “e vissero felici e contenti”, non viviamo in una bolla isolata dal resto del mondo, che ci protegge e tiene fuori tutte le difficoltà. La differenza la fa anche la persona al nostro fianco, quella che ci scegliamo e non solo perché ci fa ridere o ha un bel faccino, ma perché, con quella persona, il peso della vita lo si regge meglio. Auguro a tutte di trovare questa persona.

L: Lucrezia ma tu il tuo principe azzurro l’hai trovato? :)

Lu: Non tanto azzurro, ma l’ho trovato. Il nostro rapporto non è stato sempre facile, siamo due teste dure e quando ci scateniamo facciamo un gran casino. Però siamo ancora qui, le litigate e le difficoltà ci hanno rafforzato e a luglio ci sposeremo. Quindi, per tornare al discorso di prima, non cercate la perfezione perché non esiste, ma cercate quella persona che vi fa stare bene, che vi fa sentire speciali.

L: In fondo ogni protagonista ha una sua personale visione delle favole (Disney specificherei), quindi ora vorrei sapere qual è uno degli insegnamenti che “L’amore mi chiede di te” dovrebbe lasciarci?

Lu: Che l’amore è in ogni cosa, è l’elemento che regge in piedi questo mondo. Senza amore non si potrebbe fare niente, neanche la cosa più elementare, o non si potrebbe apprezzare niente perché diventeremo persone insensibili. L’amore è il motore di tutto, e risiede in ogni cosa, basta soltanto trovarlo e farlo nostro. Non siamo nati per restare soli, ed è fondamentale trovare l’altra metà che ci completa e non fermarsi alla pura apparenza o per comodità. Anche questo non è amore.

L: Cosa vorresti dire, in merito a questo ultimo libro alle tue lettrici?

Lu: Trovo sempre difficile il compito di dire qualcosa di più ai lettori, perché sono loro che dovrebbero dire qualcosa a me. Per me è fondamentale sapere cosa pensano gli altri delle mie storie, di conoscere critiche e punti di forza del mio romanzo, perché solo in questo modo ho dei punti di partenza per lavorare a nuove storie. Io posso solo dire che racconto storie “vere”, dove realtà e finzione si mescolano molto bene, dove la gente può immedesimarsi e sognare… proprio perché niente è irraggiungibile.

martedì 28 novembre 2017

RECENSIONE: L'amore mi chiede di te



TITOLO: L'amore mi chiede di te


AUTORE: Lucrezia Scali


EDITORE: Newton Compton


PUBBLICATO: 23/10/2017


PAGINE: 313


PREZZO: € 10,00





TRAMA

Roccamonte è una cittadina tranquilla, dove non succede mai molto. Per questo fa notizia anche l'apertura di una tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza arrivata da poco in paese. Considerata strana sin da piccola, per i suoi gusti diversi dalle coetanee, Selva ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per qualsiasi problema, lei ha pronto un rimedio a base di erbe. Enea è il primo cittadino di Roccamonte: disponibilissimo con tutti, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio a lasciarsi coinvolgere. Tanto meno da Selva, con la quale Enea non sembra avere niente in comune. Ma nonostante si ripeta che debba starle alla larga, non può negare, almeno a se stesso, di esserne attratto. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa e lui pare deciso a lasciarsi andare, qualcuno fa ritorno in paese. Qualcuno che appartiene al passato di Enea.



RECENSIONE

Ciao readers, come state? Spero bene!
Oggi torno per parlarvi di una delle mie autrici preferite, ormai devo confessarvi che ne ha surclassate parecchie e ciò probabilmente non è dovuto solo alla sua scrittura, ma anche il fatto di poterla intervistare me l’ha fatta conoscere e mi piace sempre di più, ragazze parliamo di Lucrezia Scali!
Io la adoro! Mi sono innamorata follemente di “Te lo dico sottovoce”, mi ha spiazzata con “La distanza tra me e te” e nuovamente l’ha fatto con “L’amore mi chiede di te”. Per chi ormai mi segue sui sociale e qui sul blog, saprà benissimo che ho un cagnolone di nome Ares che è un Pastore australiano e me lo sono ritrovata nel secondo “nascituro” di Lucrezia, e in questo terzo ritrovo la mia Miss! Cioè ma il mio gatto si chiama Miss ed è tutta bianca, il gatto di mia nonna si chiamava Pussy ed era identica a quella del libro! Sono senza parole!
Bando alle ciance, arriviamo a noi. La struttura di questo libro è fantastica, ti permette di leggerlo con semplicità e cattura l’attenzione facendo rimanere sempre vigile ed incuriosito il lettore. Come vi dicevo la struttura è particolare in quanto è come se si leggessero quattro storie diverse contemporaneamente, o come se si guadasse un quadro dove sono rappresentati i due protagonisti ora e prima.
Selva è una protagonista con la “P” maiuscola, una donna che con semplicità e naturalezza, rappresenta in modo deciso l’universo femminile. Una donna che non ha sempre ricevuto cuori e fiori dalla vita, ma una sana e forse fin troppo crudele dose di schiaffi. Fortuna che ci sono i nonni!
Dal canto suo Enea è un uomo spaventato dall’amore, che a volte può essere doloroso ancor più di quanto ci immaginiamo. È un uomo complicato, con la testa sulle spalle, spiritoso e con un lato umano che mi lasciava sconvolta.
Sapete, io in questo libro c’ho rivisto tanto il film “Chocolat” di Lasse Hallström, non chiedetemi perché ma c’ho trovato un parallelismo già dal primo capitolo.
La storia non è mai banale, forse talvolta poco veritiera (sono un po’ l’Enea della situazione), ma noi leggiamo anche i libri per sognare…
La scrittura di Lucrezia ormai è nota a tutti, scivola fluida e coinvolge il lettore. Insomma dovete per forza leggere questo libro e se ancora non avete letto nulla della Scali, correte in libreria ed acquistateli tutti e tre.
Io sarò di parte, ma la simbiosi amore/animali che ci concede la Scali, io non l’ho trovata in nessun’altro scrittore.

Un bacione

C




lunedì 17 ottobre 2016

Intervista a Lucrezia Scali su "La distanza tra me e te"




Abbiamo intervistato Lucrezia Scali sul suo secondo successo "La distanza tra me e te". Dopo averla già intervistata sul suo primo successo, indiscusso bestseller "Te lo dico sottovoce" (QUI), abbiamo tralasciato le domande iniziali e generali sulla sua vita.
Ecco di seguito l'intervista...




Ciao Lucrezia,
Torniamo a parlare di te e del tuo ultimo successo “La distanza tra me e te”. C’hai già dato modo di conoscerti un po’ grazie alla precedente intervista che ci hai rilasciato, perciò andremo dritte al punto focalizzando tutta la nostra attenzione sul romanzo, speriamo non ti dispiaccia. 


Lodoredeilibri7: Ci sono state anche in questo romanzo esperienze tue che ne hanno influenzato la stesura?

Lucrezia: Ciao, per me è un piacere chiacchierare di nuovo con te. Sì, in ogni storia che scrivo c'è qualcosa di autobiografico e cerco sempre di prendere spunto un po' dalla vita reale. In questo caso il romanzo è nato dopo una chiacchierata con amici, mentre eravamo a confrontarci su alcuni argomenti tra cui Facebook. Ho racchiuso un po' di questi confronti, riflessioni e idee e ho scritto un libro.

Lodoredeilibri7: In questo romanzo non ritroviamo il tuo Bubu (diventato ormai famosissimo), ma due Pastori Australiani, mi interesserebbe molto sapere come mai la scelta proprio di questa razza? Sai ne ho uno in casa e non ti nego che una seppur piccola parte del mio amore per il tuo libro deriva da ciò…

Lucrezia: Bubu è molto triste e si sente messo da parte, ho dovuto spiegargli che non posso sempre inserirlo :) scherzi a parte, non ne possiedo uno ma è una razza che mi ha da sempre affascinato. Un'amica di famiglia ne ha uno e partecipa infatti a delle gare di agility dog, da qui nasce l'idea. Come vedi c'è sempre qualcosa della mia vita reale.

Lod: Spesso, sopra ad ogni capitolo si trova una frase, molto appropriata, espressiva e tutte talmente belle che non ne ho neanche una preferita. Come mai questa scelta?

Lu: In ogni romanzo cerco sempre di differenziarmi dal precedente, mi piace l'idea di non essere prevedibile e di poter regalare al lettore una nuova esperienza di lettura. Ho provato questa scelta e devo dire di essermi anche parecchio divertita, magari sarà qualcosa che replicherò.

Lod: Hai toccato un argomento sicuramente attualissimo ma molto delicato. Non è un segreto che i social network “favoriscano”, o meglio facilitino i tradimenti, ed è uno dei loro lati negativi. Come mai trattare questo argomento tanto spinoso? Da cosa è derivata la tua scelta?

Lu: Come ho risposto prima, la scelta è nata dopo una serata trascorsa tra amici. Facebook è ormai una realtà, e spesso allontana chi non è iscritto e avvicina persone anche molto lontane e diverse tra di loro. Molto spesso mi capita di sentire coppie messe in discussione proprio a causa di Facebook. C'è molta più libertà, la possibilità di chiacchierare con qualsiasi persona e abbattere tutte le barriere. Bisogna imparare a dividere la vita reale da quella virtuale, e soprattutto fermarmi in tempo... mi riferisco a situazioni di possibili tradimenti.

Lod: Non saprei come altro porti questa domanda quindi, da cosa deriva la cecità di Mattia? Possibile che apre gli occhi solo alla fine? È sua moglie, dovrebbe conoscerla meglio di chiunque altro e notarne ogni minimo mutamento!

Lu: Sì sa che gli uomini sono sempre gli ultimi ad accorgersi delle cose, noi donne mandiamo continuamente dei messaggi ma spesso non vengono recepiti. Mattia è concentrato sul suo lavoro, ha dato a Isabel la massima libertà e quindi pensa di renderla felice. Non è egoista, semplicemente a lui va bene quella vita.

Lod: Ho adorato Isabel ma, (cercherò di non spoilerare nulla) la sua ultima scelta non l’ho capita…me la spiegheresti?

Lu: So che ho scritto un romanzo e i lettori si aspettano una favola d'amore, ma questa storia nasce sotto un'altra luce. Ho cercato di raccontare un frammento della nostra realtà, quella dove molti lettori possono identificarsi... quindi Isabel si è trovata di fronte a un bivio: ragione o cuore? Non è facile abbandonare la strada vecchia, più sicura e famigliare, rispetto a una nuova del tutto sconosciuta. C'è stata una lotta continua tra testa e cuore.

Lod: Un po’ di psicologia dei personaggi, il mio adorato Andreas, dopo aver iniziato a dialogare quasi quotidianamente con Isabel ha una reazione (o meglio il suo corpo) drastica, si blocca nei confronti di Regina…

Lu: Sì, Andreas è un libro aperto. Sì è sempre lanciato in mille avventure e ha sempre fatto quello che voleva. Non è mai davvero stato innamorato e la presenza di Isabel lo cambierà. Quando si incontra la persona giusta al momento sbagliato, non riesci più a guardare il tuo "mondo" con gli occhi di prima.

Lod: Il finale di questo libro è stupendo, spettacolare ma poco dettagliato, lascia tutto o quasi tutto in mano al lettore, perché? Cioè avrei continuato a leggere pagine e pagine di questo libro, invece boom fine e io: “noooooooooo”. Una scelta un po’ drastica la tua, un taglio netto, forse troppo (a parer mio)…

Lu: Ero consapevole di non incontrare il consenso di molti lettori, ma ho voluto correre il rischio e seguire la vocina nella mia testa. Proprio perché volevo raccontare una storia più tangibile, non potevo regalare al lettore un finale da "vissero felici e contenti". Il lieto fine c'è ma è un po' alternAtivo e a libera interpretazione de lettore...

Lod: Il tuo personaggio preferito nella storia?

Lu: Sembrerà strano ma non ho un personaggio preferito, e non mi riferisco solo a questo romanzo. Non riesco ad avere una preferenza, perché ogni personaggio è un frammento del mio cuore( anche se si tratta di un protagonista negativo). Non riesco a fare preferenze, per ognuno apprezzo determinate caratteristiche e ne odio altre.

Lod: Cosa vorresti dire ai tuoi lettori?

Lu: Leggete tanto e di tutto. Non fossilizzatevi solo con un genere letterario o con una casa editrice, sperimentate e vivete altre mille vite e visitate altri mille luoghi. Non vi stancherete mai


Grazie Lucrezia per questa splendida intervista che ci hai rilasciato.

mercoledì 28 settembre 2016

RECENSIONE: La distanza tra me e te


TITOLO: La distanza tra me e te

AUTORE: Lucrezia Scali

EDITORE: Newton Compton

COLLANA: Anagramma

PUBBLICATO: 01/09/2016

PAGINE: 288

PREZZO: €9,90









TRAMA

Isabel abita a Roma, è poco socievole, precisa e abituata a programmare ogni dettaglio della sua vita, non sopporta le sorprese e non le piace cambiare i suoi piani all'ultimo momento. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, gestisce l'officina del padre, ama la compagnia, il rischio e l'avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da un particolare: la passione per i cani. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara che Isabel e Andreas s'incontrano. Quasi per gioco, iniziano a scriversi su Facebook. All'inizio brevi messaggi, che col tempo diventano frecciatine condite da ironia e malizia. E allora innamorarsi sarà un attimo. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che Isabel è sposata e Andreas è fidanzato. Il racconto di un amore scomodo, capace di usare l'autoironia come arma contundente. Perché il lieto fine, se ci sarà, avrà un prezzo per tutti.


RECENSIONE

Dopo aver letto “Te lo dico sottovoce” non mi aspettavo molto da questo nuovo romanzo firmato Lucrezia Scali, non fraintendetemi, mi era così piaciuto il suo primo libro che ero convinta che mai la stessa autrice avrebbe potuto scriverne uno ancora più bello. Invece, mi sbagliavo!
Se mi ero INNAMORATA di “Te lo dico sottovoce” , ora con “La distanza tra me e te” ho perso proprio la testa!

La prima cosa che mi è piaciuta è stata l’originalità ed attualità del contenuto, sicuramente l’argomento era spinoso da trattare ma Lucrezia c’ha palleggiato alla grande. È riuscita con grande maestria a catturare il lettore in questa storia così complicata, a renderla reale, a renderla affascinante, brillante e senza apparire mai scontata. L’originalità è racchiusa in un’unione naturale come quella del matrimonio, già Isabel la protagonista di questo romanzo è sposata con Matteo, e Andreas fidanzato con Regina, in questo genere di romanzo il tutto è in qualche modo insolito, o forse lo è solo per me, ma mi ha spiazzato talmente tanto che il romanzo mi ha subito conquistata. Poi, amo gli animali e non è un segreto che nei romanzi di Lucrezia (ormai nota veterinaria) fulcro della storia siano i cani, in questo specifico caso i protagonisti sono due esemplari di Australian Shepherd¹ di nome Frida e Ulisse. Galeotti furono gli Australian per Isabel e Andreas, che da quel giorno in poi si iniziarono ad incontrare su Facebook. Altro argomento fondamentale e centrale, che racchiude un significato molto profondo, già miei cari lettori, sapete quanto i social influenzano positivamente e negativamente la nostra vita?! Lucrezia ha saputo affrontare questo argomento, facendo anche prendere delle consapevolezze ben precise al lettore.

Oltre ai contenuti molto più profondi di ciò che appare inizialmente, (e ne ho citati solo alcuni) per chi mi segue su Instagram saprà che io convivo con un Pastore Australiano di nome Ares che adoro, e da buona intenditrice la signorina Scali ha proprio descritto alla perfezione i comportamenti e le caratteristiche di questa razza così attiva.

La scrittura è fluida, coinvolgente ed avvincente.
Poi le frasi che sono sopra ad alcuni capitoli sono fantastiche, stupende, volevo annotarle tutte e io non annoto mai (o quasi mai) nulla!

Io vi consiglio questa lettura in compagnia del bellissimo Andreas, l’indaffarato Mattia, l’indecisa e troppo precisa Isabel, l’ingenua e troppo fragile Regina, il mangiatore di scarpe seriale Ulisse e il pozzo senza fondo Frida. Dovete davvero intraprendere questa lettura, fatelo, anche solo per il finale.

Il più bello e spiazzante finale che io abbia mai letto!

Vi auguro una buona lettura
C


¹ Il pastore australiano - che, anche se si chiama così, non arriva dall'Australia - si affeziona particolarmente ai bambini e li segue ovunque vadano. Sono cani molto intelligenti e agili, possono praticare sheepdog, agility, velocità, salto, calcio oltre che salvataggio sulla neve onell'acqua. Non è molto alto ma nelle gare di agility viene classificato nella categoria Large.

martedì 19 aprile 2016

Intervista a Lucrezia Scali su "Te lo dico sottovoce"




Lucrezia Scali ha risposto alle nostre domande e per questo la ringraziamo.
Di seguito l'intervista.


Lucrezia Scali
autrice di
"Te lo dico sottovoce"


















Lodoredeilibri7: Da dove ha origine la tua passione per i romanzi d'amore?

Lucrezia: Ciao e grazie mille per l’opportunità. Allora, non so dirti con l’esattezza quando ha avuto origine la passione per i romanzi d’amore, anche perché io leggo di tutto ma scrivo principalmente romance. Non so, forse perché l’amore è il motore della vita, qualcosa che accomuna un po’ tutti noi.

Lodoredeilibri7: Ci sono state esperienze personali tue che ti hanno ispirato la stesura del romanzo?

Lucrezia: Assolutamente, sì. A partire dal cane della protagonista che è il mio cane, Bubu, e tante altre piccole cose che fanno parte dei miei ricordi di bambina e di persone che ho realmente conosciuto. Ovviamente la maggior parte è tutta opera di fantasia.

Lodoredeilibri7: Un libro che ami?

Lucrezia: Uno? Per una persona che legge in media 100 libri all’anno è praticamente impossibile. Però voglio dirti Piccole donne.

L: Io adoro gli animali ed ho un cane, quindi mi interessa molto l'argomento pet therapy da te 
trattato con grande maestria e conoscenza. Parlami del legame che può trasformare l'amore e la compagnia di una animale in terapia.

Lu: Ho deciso di parlare di pet therapy perché è un argomento ancora poco approfondito in Italia, anche se devo ammettere che nell’ultimo periodo ci sono state diverse novità. Io credo nell’amore incondizionato che può donare un animale, e questo può solo fare del bene alle persone. Loro non ti giudicano, loro non hanno preferenze, loro non ti voltano le spalle, ma sono sempre lì pronti a regalarti il loro entusiasmo. Come può qualcosa di così spontaneo e genuino fare del male a dei pazienti? È stato riscontrato che gli animali possiedono una serie di qualità terapeutiche che riescono a migliorare la qualità della vita di un paziente, ovvio non a termine di guarigione.

L: Sempre relativo alla domanda precedente, nel libro si fa un accenno a coloro che sono contrari a questa pratica, cosa vorresti dire a chi nella vita reale ha questa visione della pet therapy?

Lu: Il discorso è molto ampio, c’è chi non approva la pet therapy ma sono scelte discutibili, mentre non tollero chi non rispetta gli animali. Non posso essere amica di una persona che maltratta il proprio animale, che lo usa per scopi di lucro, che lo prende e poi lo abbandona e potrei andare avanti per ore. Ecco, dovrebbero ricevere lo stesso trattamento.

L: Essendo tu una veterinaria ed essendo l'argomento "animali" un tema fondamentale del libro, voglio farti una domanda delicata. Ad oggi sono purtroppo molto frequenti i maltrattamenti sui nostri amici a quattro zampe, ci potresti parlare delle tue esperienze in proposito?

Lu: In realtà devo ancora laurearmi. Posso dirti che ho voluto inserire in questo romanzo alcune delle tematiche che mi stanno molto a cuore. In Te lo dico sottovoce si parla di lotte tra cani, abbandono, maltrattamenti, e ho voluto mettere in luce queste situazioni che si verificano ogni giorno, per cercare di sensibilizzare un po’ il lettore a riguardo.

L: Un po’ di psicologia dei personaggi: la figura del padre di Mia è ambigua. All'inizio è sottomesso alla moglie, poi sembra cambiare decidendo di pensare con la sua testa. Spiegheresti il percorso di crescita di questo personaggio? Come mai solo alla fine decide di uscire dal suo guscio?

Lu: Il personaggio del padre è una figura che mi ha creato un po’ di difficoltà nel descriverlo. Sarà perché ho un rapporto un po’ travagliato con il mio papà, e quindi volevo creare un personaggio in grado di ribellarsi. Ecco, volevo che uscisse fuori la sua vera natura e che si riscattasse, rompendo tutti gli schemi e le imposizioni della moglie e della famiglia in generale. In fondo Mia ha ereditato anche metà dei geni da parte del padre, no? J

L: Il passato difficile dei due protagonisti è la parte drammatica del libro. Come mai la scelta di dare un così grande peso alle esperienze passate? Che genere di rapporto hai con il tuo vissuto?

Lu: Ognuno di noi è il risultato dell’educazione e delle esperienze che ha vissuto. Non tutti hanno avuto la fortuna di avere una vita perfetta e senza una minima crepa, io in prima persona. Così l’idea di inserire due personaggi molto diversi tra loro, ma entrambi segnati da un dolore simile. Metterli a nudo in questo modo è stato un po’ come mettere a nudo me stessa, facendo risaltare le paure e gli ostacoli della vita.

L: Cosa vorresti dire in merito al tuo romanzo?

Lu: Io sono negata nel promuovere quello che faccio e rischio di ottenere il risultato opposto. Che dire? Io ho messo tutto il mio cuore in questa storia e spero che possa regalare qualche emozione anche a chi lo legge.

L: Ti aspettavi il successo che hai avuto?

Lu: Non so se possiamo chiamarlo successo. In realtà il mio successo è stato quello di arrivare in libreria e vedere il mio libro esposto. Tutto il resto è stato qualcosa di inaspettato e che mi fa scoppiare il cuore di gratitudine per chi ha deciso di darmi un’opportunità.

sabato 20 febbraio 2016

RECENSIONE: Te lo dico sottovoce

Per due mesi in cima alle classifiche di Amazon e Itunes.


Titolo: Te lo dico sottovoce

Autore: Lucrezia Scali

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Anagramma

Pubblicato: 04/01/2016

Pagine: 288

Prezzo: €9,90








TRAMA

Mia ha trent'anni, alle spalle storie d'amore che non hanno lasciato bei ricordi, e una madre che le organizza appuntamenti al buio, forse spinta dal senso di colpa per non averle mai dato l'affetti di un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale. L'amore, quello vero, sembra proprio non arrivare nella sua vita. O almeno così pensava Mia, prima di conoscere Alberto, un medico affascinante, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferimento a Torino dalla Puglia. Cupido sta finalmente per scagliare la sua freccia: riuscirà a colpire il cuore dell'uomo giusto per Mia?



RECENSIONE

Vi dico subito che a me il libro è piaciuto davvero tantissimo. A me piacciono gli animali e la protagonista è una veterina, con ciò è sottinteso che grazie al mestiere praticato dalla protagonista al centro della scena ci sono i nostri amici a quattro zampe, in particolare cani. Inutile dirvi che a casa mia ci sono un cane e un gatto (che non vanno affatto d’accordo) e ho riconosciuto nella figura di Bubu il mio Ares, un peluche di 25 kg che pensa sempre a mangiare, proprio come Bubu.
Il libro non mi è piaciuto solo perché rivedevo il mio cane nella lettura ma anche perché tutta la lettura è coronata da una scrittura scorrevole che davvero ti fa perdere il senso del tempo. La scrittrice è riuscita a celare dei segreti che riescono a trasportarti ma senza apparire mai ovvi, infatti quando alla fine scopri le diverse, talvolta tristissime vicende che ogni personaggio nasconde. Ho adorato i momenti di tristezza della protagonista che davvero erano struggenti e facevo fatica a trattenere le lacrime.
Ho adorato Diego fin dall’inizio e odiato Alberto e ancor di più sua madre, credo sia ovvio e naturale.
Il libro è avvincente, romantico e con un pizzico di drammaticità se vogliamo ma ciò che davvero mi ha colpito di questo libro è stata la percezione vera e propria di quanto gli animali possano davvero aiutarci, di quanto la pet therapy dovrebbe essere praticata negli ospedali e di quanto davvero possa aiutare.
Ho adorato questo libro già dalla prima pagina (lo ripeterò all’infinito) e lo consiglio vivamente a tutte le lettrici che amano gli animali, ma lo consiglio ancor di più a tutti coloro che non amano gli animali.

Bravissima Lucrezia, aspetterò con ansia il suo prossimo libro e da bravissima veterinaria quale presuppongo sia, spero che il prossimo libro come il primo sia stracolmo di amici a quattro zampe protagonisti di eventi e avvenimenti, che hanno creato una cornice perfetta e superpelosa a questa meravigliosa storia d’amore.

Vi saluto
C